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	<title>Haerent Animo</title>
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	<description>Pagine di spiritualita sacerdotale e di teologia del sacerdozio cattolico</description>
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		<title>Benedetto XVI, «Maria e il sacerdote», (Udienza generale), 12-8-2009</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 14:11:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Magistero pontificio]]></category>
		<category><![CDATA[Maria S.S.]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle,

è imminente la celebrazione della solennità dell'Assunzione della Beata Vergine, sabato prossimo, e siamo nel contesto dell'Anno Sacerdotale; così vorrei parlare del nesso tra la Madonna e il sacerdozio. È un nesso profondamente radicato nel mistero dell'Incarnazione. Quando Dio decise di farsi uomo nel suo Figlio, aveva bisogno del «sì» libero di una sua creatura. Dio non agisce contro la nostra libertà. E succede una cosa veramente straordinaria: Dio si fa dipendente dalla libertà, dal «sì» di una sua creatura; aspetta questo «sì». San Bernardo di Chiaravalle, in una delle sue omelie, ha spiegato in modo drammatico questo momento decisivo della storia universale, dove il cielo, la terra e Dio stesso aspettano cosa dirà questa creatura.]]></description>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo&lt;br /&gt;
 Mercoledì, 12 agosto 2009&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;ascolta la voce del Papa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;è imminente la celebrazione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine, sabato prossimo, e siamo nel contesto dell’&lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/special/anno_sac/index_it.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Anno Sacerdotale;&lt;/a&gt; così vorrei parlare del nesso tra la Madonna e il sacerdozio. È un nesso profondamente radicato nel mistero dell’Incarnazione. Quando Dio decise di farsi uomo nel suo Figlio, aveva bisogno del «sì» libero di una sua creatura. Dio non agisce contro la nostra libertà. E succede una cosa veramente straordinaria: Dio si fa dipendente dalla libertà, dal «sì» di una sua creatura; aspetta questo «sì». San Bernardo di Chiaravalle, in una delle sue omelie, ha spiegato in modo drammatico questo momento decisivo della storia universale, dove il cielo, la terra e Dio stesso aspettano cosa dirà questa creatura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il «sì» di Maria è quindi la porta attraverso la quale Dio è potuto entrare nel mondo, farsi uomo. Così Maria è realmente e profondamente coinvolta nel mistero dell’Incarnazione, della nostra salvezza. E l’Incarnazione, il farsi uomo del Figlio, era dall’inizio finalizzata al dono di sé; al donarsi con molto amore nella Croce, per farsi pane per la vita del mondo. Così sacrificio, sacerdozio e Incarnazione vanno insieme e Maria sta nel centro di questo mistero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andiamo adesso alla Croce. Gesù, prima di morire, vede sotto la Croce la Madre; e vede il figlio diletto e questo figlio diletto certamente è una persona, un individuo molto importante, ma è di più: è un esempio, una prefigurazione di tutti i discepoli amati, di tutte le persone chiamate dal Signore per essere «discepolo amato» e, di conseguenza, in modo particolare anche dei sacerdoti. Gesù dice a Maria: «Madre ecco tuo figlio» (&lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW3.HTM&quot;&gt;&lt;em&gt;Gv&lt;/em&gt; 19, 26&lt;/a&gt;). È una specie di testamento: affida sua Madre alla cura del figlio, del discepolo. Ma dice anche al discepolo: «Ecco tua madre» (&lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW3.HTM&quot;&gt;&lt;em&gt;Gv&lt;/em&gt; 19, 27&lt;/a&gt;). Il Vangelo ci dice che da questo momento san Giovanni, il figlio prediletto, prese la madre Maria «nella propria casa». Così è nella traduzione italiana; ma il testo greco è molto più profondo, molto più ricco. Potremmo tradurlo: prese Maria nell’intimo della sua vita, del suo essere, «eis tà ìdia», nella profondità del suo essere. Prendere con sé Maria, significa introdurla nel dinamismo dell’intera propria esistenza – non è una cosa esteriore – e in tutto ciò che costituisce l’orizzonte del proprio apostolato. Mi sembra si comprenda pertanto come il peculiare rapporto di maternità esistente tra Maria e i presbiteri costituisca la fonte primaria, il motivo fondamentale della predilezione che nutre per ciascuno di loro. Maria li predilige infatti per due ragioni: perché sono più simili a Gesù, amore supremo del suo cuore, e perché anch’essi, come Lei, sono impegnati nella missione di proclamare, testimoniare e dare Cristo al mondo. Per la propria identificazione e conformazione sacramentale a Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, ogni sacerdote può e deve sentirsi veramente figlio prediletto di questa altissima [...]</itunes:summary>
<itunes:subtitle>Cari fratelli e sorelle,

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<itunes:author>Benedetto XVI</itunes:author>
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		<title>Benedetto XVI, «San Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars» (Udienza generale), 5-8-2009.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Magistero pontificio]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Sacerdoti]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle,

nell’odierna catechesi vorrei ripercorrere brevemente l’esistenza del Santo Curato d’Ars sottolineandone alcuni tratti, che possono essere di esempio anche per i sacerdoti di questa nostra epoca, certamente diversa da quella in cui egli visse, ma segnata, per molti versi, dalle stesse sfide fondamentali umane e spirituali. Proprio ieri si sono compiuti 150 anni dalla sua nascita al Cielo: erano infatti le due del mattino del 4 agosto 1859, quando san Giovanni Battista Maria Vianney, terminato il corso della sua esistenza terrena, andò incontro al Padre celeste per ricevere in eredità il regno preparato fin dalla creazione del mondo per coloro che fedelmente seguono i suoi insegnamenti (cfr Mt 25,34). Quale grande festa deve esserci stata in Paradiso all’ingresso di un così zelante pastore! ]]></description>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo&lt;br /&gt;
 Mercoledì, 5 agosto 2009&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;ascolta la parola del Papa&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;San Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nell’odierna catechesi vorrei ripercorrere brevemente l’esistenza del Santo Curato d’Ars sottolineandone alcuni tratti, che possono essere di esempio anche per i sacerdoti di questa nostra epoca, certamente diversa da quella in cui egli visse, ma segnata, per molti versi, dalle stesse sfide fondamentali umane e spirituali. Proprio ieri si sono compiuti 150 anni dalla sua nascita al Cielo: erano infatti le due del mattino del 4 agosto 1859, quando san Giovanni Battista Maria Vianney, terminato il corso della sua esistenza terrena, andò incontro al Padre celeste per ricevere in eredità il regno preparato fin dalla creazione del mondo per coloro che fedelmente seguono i suoi insegnamenti (cfr &lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUD.HTM&quot;&gt;&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 25,34&lt;/a&gt;). Quale grande festa deve esserci stata in Paradiso all’ingresso di un così zelante pastore! Quale accoglienza deve avergli riservata la moltitudine dei figli riconciliati con il Padre, per mezzo dalla sua opera di parroco e confessore! Ho voluto prendere spunto da questo anniversario per &lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2009/documents/hf_ben-xvi_hom_20090619_anno-sac_it.html&quot;&gt;indire&lt;/a&gt; l’&lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/special/anno_sac/index_it.html&quot;&gt;Anno Sacerdotale&lt;/a&gt;, che, com’è noto, ha per tema &lt;em&gt;Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote&lt;/em&gt;. Dipende dalla santità la credibilità della testimonianza e, in definitiva, l’efficacia stessa della missione di ogni sacerdote.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giovanni Maria Vianney nacque nel piccolo borgo di Dardilly l’8 maggio del 1786, da una famiglia contadina, povera di beni materiali, ma ricca di umanità e di fede. Battezzato, com’era buon uso all’epoca, lo stesso giorno della nascita, consacrò gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza ai lavori nei campi e al pascolo degli animali, tanto che, all’età di diciassette anni, era ancora analfabeta. Conosceva però a memoria le preghiere insegnategli dalla pia madre e si nutriva del senso religioso che si respirava in casa. I biografi narrano che, fin dalla prima giovinezza, egli cercò di conformarsi alla divina volontà anche nelle mansioni più umili. Nutriva in animo il desiderio di divenire sacerdote, ma non gli fu facile assecondarlo. Giunse infatti all’Ordinazione presbiterale dopo non poche traversìe ed incomprensioni, grazie all’aiuto di sapienti sacerdoti, che non si fermarono a considerare i suoi limiti umani, ma seppero guardare oltre, intuendo l’orizzonte di santità che si profilava in quel giovane veramente singolare. Così, il 23 giugno 1815, fu ordinato diacono e, il 13 agosto seguente, sacerdote. Finalmente all’età di 29 anni, dopo molte incertezze, non pochi insuccessi e tante lacrime, poté salire l’altare del Signore e realizzare il sogno della sua vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Santo Curato d’Ars manifestò sempre un’altissima considerazione del dono ricevuto. Affermava: “Oh! Che cosa grande è il Sacerdozio! Non lo si capirà bene che in Cielo… se lo si comprendesse sulla terra, si morirebbe, non di spavento ma [...]</itunes:summary>
<itunes:subtitle>Cari fratelli e sorelle,

nell’odierna catechesi vorrei ripercorrere brevemente l’esistenza del Santo Curato d’Ars sottolineandone alcuni tratti, che possono essere di esempio anche per i sacerdoti di questa nostra epoca, certamente diversa [...]</itunes:subtitle>
<itunes:author>Benedetto XVI</itunes:author>
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		<title>Benedetto XVI, «&#8230;modelli di spiritualità e di dedizione sacerdotale» (Angelus), 2-8-2009</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 11:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anno sacerdotale 2009-2010]]></category>
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		<description><![CDATA[BENEDETTO XVI
ANGELUS
Castelgandolfo
 Domenica, 2 agosto 2009
ascolta la parola del Papa

 
Cari fratelli e sorelle!
Sono rientrato pochi giorni fa dalla Val d’Aosta, ed ora con vivo piacere mi ritrovo tra voi, cari amici di Castel Gandolfo. Al Vescovo, al parroco e alla comunità parrocchiale, come pure alle Autorità civili e a tutti i Castellani insieme ai pellegrini [...]]]></description>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;Castelgandolfo&lt;br /&gt;
 Domenica, 2 agosto 2009&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;ascolta la parola del Papa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono rientrato pochi giorni fa dalla Val d’Aosta, ed ora con vivo piacere mi ritrovo tra voi, cari amici di Castel Gandolfo. Al Vescovo, al parroco e alla comunità parrocchiale, come pure alle Autorità civili e a tutti i Castellani insieme ai pellegrini e ai villeggianti rinnovo con affetto il mio saluto, unito a un sentito ringraziamento per la vostra accoglienza sempre tanto cordiale. Grazie anche per la vicinanza spirituale, che molti mi hanno dimostrato quando a &lt;em&gt;Les Combes&lt;/em&gt;mi è capitato il piccolo infortunio al polso della mano destra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cari fratelli e sorelle, l’Anno Sacerdotale che stiamo celebrando costituisce una preziosa occasione per approfondire il valore della missione dei presbiteri nella Chiesa e nel mondo. Utili spunti di riflessione, al riguardo, ci vengono dalla memoria dei santi che la Chiesa quotidianamente ci propone. In questi primi giorni del mese di agosto, ad esempio, ne ricordiamo alcuni che sono veri modelli di spiritualità e di dedizione sacerdotale. Ieri era la memoria liturgica di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, grande maestro di teologia morale e modello di virtù cristiane e pastorali, sempre attento alle necessità religiose del popolo. Oggi contempliamo in san Francesco d’Assisi l’ardente amore per la salvezza delle anime, che ogni sacerdote deve costantemente nutrire: ricorre infatti il cosiddetto “Perdono di Assisi”, che egli ottenne dal Papa Onorio III nell’anno 1216, dopo aver avuto una visione, mentre si trovava in preghiera nella chiesetta della Porziuncola. Apparendogli Gesù nella sua gloria, con alla destra la Vergine Maria e intorno molti Angeli, gli chiese di esprimere un desiderio, e Francesco implorò un “ampio e generoso perdono” per tutti coloro che “pentiti e confessati” avrebbero visitato quella chiesa. Ricevuta l’approvazione pontificia, il Santo non aspettò nessun documento scritto, ma corse ad Assisi e, giunto alla Porziuncola, annunciò la bella notizia: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”. Da allora, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2, si può lucrare, alle consuete condizioni, l’indulgenza plenaria anche per i defunti, visitando una chiesa parrocchiale o francescana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che dire di san Giovanni Maria Vianney, che ricorderemo il 4 agosto? Proprio per commemorare il 150° anniversario della sua morte ho indetto l’Anno Sacerdotale. Di quest’umile parroco, che costituisce un modello di vita sacerdotale non solo per i parroci ma per tutti i sacerdoti, mi riprometto di parlare nella catechesi dell’Udienza generale di mercoledì prossimo. Il 7 agosto, poi, sarà la memoria di san Gaetano da Thiene, il quale soleva ripetere che “non con l’amore sentimentale, ma con l’amore dei fatti si purificano le anime”. Ed il giorno dopo, l’8 agosto, la Chiesa ci additerà come modello san Domenico, del quale è stato scritto che “apriva bocca o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio”. Non posso infine dimenticare di ricordare anche la grande figura di Papa Montini, Paolo VI, di cui il 6 agosto ricorre il 31° anniversario della morte, avvenuta proprio qui a Castel Gandolfo. La sua vita, così profondamente sacerdotale e ricca di tanta umanità, [...]</itunes:summary>
<itunes:subtitle>BENEDETTO XVI
ANGELUS
Castelgandolfo
 Domenica, 2 agosto 2009
ascolta la parola del Papa

 
Cari fratelli e sorelle!
Sono rientrato pochi giorni fa dalla Val d’Aosta, ed ora con vivo piacere mi ritrovo tra voi, cari amici di Castel Gandolfo. Al [...]</itunes:subtitle>
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