Pagina inserita il 7 settembre 2009 | 714 letture | Parole chiave: castità, mortificazione, prudenza, vigilanza
S. Alfonso Maria de Liguori CIRCA LA CASTITÀ DEL SACERDOTE (Selva di materie predicabili – Parte II, Istruz. III)
Omnis autem ponderatio non est digna continentis animae [1]. Tutte le ricchezze della terra, tutte le signorie e dignità sono vili a rispetto d’un’anima casta. Da s. Efrem è chiamata la castità vita spiritus, da s. Pier [...]
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Categoria: Celibato |
Pagina inserita il 10 settembre 2009 | 564 letture | Parole chiave: castità, Celibato sacerdotale, viri probati
Non poche volte nella storia bimillenaria della Chiesa taluni hanno portato alla ribalta la questione del celibato con argomentazioni pro e contro, in circostanze certamente diverse ma sempre in connessione con altri fattori, esterni o anche interni alla comunità ecclesiale. Vivendo la Chiesa e con essa i suoi ministri ordinati, vescovi, presbiteri e diaconi, nel mondo con l’arduo compito di permearlo e animarlo, risentono necessariamente dei fenomeni che lo agitano.
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Categoria: Celibato, Studi |
Pagina inserita il 24 marzo 1992 | 358 letture | Parole chiave: Adorazione Eucaristica, Bibbia, carità, castità, Celibato sacerdotale, formazione permanente, parola di Dio, pastori, preghiera, purezza
« Vi darò Pastori secondo il mio cuore ».
Con queste parole del profeta Geremia Dio promette al suo popolo di non lasciarlo mai privo di pastori che lo radunino e lo guidino: « Costituirò sopra di esse (ossia sulle mie pecore) pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi ».
La Chiesa, popolo di Dio, sperimenta sempre la realizzazione di questo annuncio profetico e nella gioia continua a rendere grazie al Signore. Essa sa che Gesù Cristo stesso è il compimento vivo, supremo e definitivo della promessa di Dio: « Io sono il buon pastore ».
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Categoria: Magistero pontificio |
Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 359 letture | Parole chiave: castità, Celibato sacerdotale, purezza, vigilanza
Questo coro di obiezioni sembrerebbe soffocare la voce secolare e solenne dei Pastori della Chiesa, dei maestri di spirito, della testimonianza vissuta di una legione senza numero di santi e di fedeli ministri di Dio, che del sacro celibato hanno fatto interiore oggetto ed esteriore segno della loro totale e gaudiosa donazione al mistero di Cristo. No, questa voce è tuttora forte e serena; non viene soltanto dal passato, viene anche dal presente. Solleciti sempre all’osservanza della realtà, Noi non possiamo chiudere gli occhi su questa magnifica e sorprendente realtà: vi sono ancora oggi nella santa Chiesa di Dio, in ogni parte del mondo, dove essa ha eretto le sue tende benedette, innumerevoli ministri sacri – suddiaconi, diaconi, presbiteri, vescovi -, che vivono in modo illibato il celibato volontario e consacrato; e, accanto a loro, non possiamo non avvertire le schiere immense dei religiosi, delle religiose, e anche di giovani, e di laici, fedeli tutti all’impegno della perfetta castità: essa è vissuta non per disprezzo del dono divino della vita, ma per amore superiore alla vita nuova sgorgante dal mistero pasquale; è vissuta con coraggiosa austerità, con gioiosa spiritualità, con esemplare integrità ed anche con relativa facilità. Questo grandioso fenomeno documenta una singolare realtà del regno di Dio vivente in seno alla società moderna, a cui presta umile e benefico ufficio di luce del mondoe di sale della terra (7); Noi non possiamo tacere la nostra ammirazione: in esso soffia indubbiamente lo Spirito di Cristo.
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Categoria: Celibato, Magistero pontificio |
Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 286 letture | Parole chiave: castità, curato d'Ars, Giovanni XXIII, obbedienza, preghiera, S. Giovanni Maria Vianney
Noi vorremmo, Venerabili Fratelli, che tutti i sacerdoti delle vostre diocesi si lasciassero convincere dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, della necessità di essere uomini di preghiera e della possibilità di esserlo, qualunque sia l’aggravio talora estremo delle occupazioni del loro ministero. Ma è necessaria una fede viva, come quella che animava Giovanni Maria Vianney e gli faceva compiere meraviglie. ” Che fede! – esclamava uno dei suoi confratelli -. Vi sarebbe di che arricchire tutta una diocesi! “.
Questa fedeltà alla preghiera è del resto per il sacerdote un dovere di pietà personale, di cui la saggezza della Chiesa ha precisato parecchi punti importanti, come l’orazione mentale quotidiana, la visita al Santissimo Sacramento, il Rosario e l’esame di coscienza. Ed è anche uno stretto obbligo contratto di fronte alla Chiesa, quando si tratta della recita giornaliera dell’Ufficio Divino. Forse per aver trascurato talune di queste prescrizioni alcuni membri del clero si sono visti a poco a poco vittime della instabililtà esteriore, dell’impoverimento interiore ed esposti un giorno senza difesa alle tentazioni della vita. Al contrario, ” lavorando incessantemente per il bene delle anime, Maria Vianney non trascurava la sua. Santificava se stesso per essere capace di santificare gli altri “.
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Categoria: Magistero pontificio |
Pagina inserita il 31 gennaio 1994 | 287 letture | Parole chiave: castità, Celibato sacerdotale, devozione alla Madonna, direttorio, formazione del clero, formazione permanente, identità del presbitero, perfezione sacerdotale, spiritualità sacerdotale, studio, ufficio divino, verginità
Il sacerdozio ministeriale trova la sua ragione d’essere in questa prospettiva dell’unione vitale e operativa della Chiesa con Cristo. In effetti, mediante tale ministero, il Signore continua a esercitare in mezzo al suo Popolo quella attività che soltanto a Lui appartiene in quanto Capo del suo Corpo. Pertanto, il sacerdozio ministeriale rende tangibile l’azione propria di Cristo Capo e testimonia che Cristo non si è allontanato dalla sua Chiesa, ma continua a vivificarla col suo perenne sacerdozio. Per questo motivo, la Chiesa considera il sacerdozio ministeriale come undono a Lei elargito nel ministero di alcuni suoi fedeli.
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Categoria: Sacre Congregazioni |
Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 339 letture | Parole chiave: castità, ministero dei presbiteri, obbedienza, povertà, vita dei presbiteri
I presbiteri, in virtù della sacra ordinazione e della missione che ricevono dai vescovi, sono promossi al servizio di Cristo maestro, sacerdote e re; essi partecipano al suo ministero, per il quale la Chiesa qui in terra è incessantemente edificata in popolo di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Questo sacro Sinodo, dunque, affinché il ministero dei presbiteri, nelle attuali circostanze pastorali e umane, spesso radicalmente nuove, possa trovare sostegno più valido, e affinché si provveda più adeguatamente alla loro vita, dichiara e stabilisce quanto segue.
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Categoria: Testi conciliari |