Articoli a cui è stato apposto il tag ‘obbedienza’

Don Edoardo Poppe, «Lettera ai sacerdoti», con presentazione di San Giovanni Calabria.

Pagina inserita il 23 settembre 2009 | 956 letture | Parole chiave: , , , , , , , , ,

Per quanto io mi senta indegno e in capace di scrivere questa lettera spi rituale, lo faccio tuttavia, per l’amore che porto alla vostra perfezione sacerdotale. Dio vi ha dato una grazia preziosa: vi ha fatto sentire il dovere di una vita sacerdotale santa. Voi stessi vi siete ripetuto più volte: «Io devo di ventare un santo Sacerdote; se così non avvenisse, giudicherei finita la mia carriera». Com’è vero ciò, so stanzialmente vero!

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S. Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, istruzione «Redemptionis sacramentum» su alcune cose che si devono osservare ed evitare
circa la Santissima Eucaristia, 25-4-2004.

Pagina inserita il 25 marzo 2004 | 219 letture | Parole chiave: , , , ,

Grande è la responsabilità «che hanno nella celebrazione eucaristica soprattutto i Sacerdoti, ai quali compete di presiederla in persona Christi, assicurando una testimonianza e un servizio di comunione non solo alla comunità che direttamente partecipa alla celebrazione, ma anche alla Chiesa universale, che è sempre chiamata in causa dall’Eucaristia. Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica dopo il Concilio Vaticano II, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti».

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B. Giovanni XXIII, lettera enciclica «Sacerdotii nostri primordia», 1-8-1959.

Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 286 letture | Parole chiave: , , , , ,

Noi vorremmo, Venerabili Fratelli, che tutti i sacerdoti delle vostre diocesi si lasciassero convincere dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, della necessità di essere uomini di preghiera e della possibilità di esserlo, qualunque sia l’aggravio talora estremo delle occupazioni del loro ministero. Ma è necessaria una fede viva, come quella che animava Giovanni Maria Vianney e gli faceva compiere meraviglie. ” Che fede! – esclamava uno dei suoi confratelli -. Vi sarebbe di che arricchire tutta una diocesi! “.
Questa fedeltà alla preghiera è del resto per il sacerdote un dovere di pietà personale, di cui la saggezza della Chiesa ha precisato parecchi punti importanti, come l’orazione mentale quotidiana, la visita al Santissimo Sacramento, il Rosario e l’esame di coscienza. Ed è anche uno stretto obbligo contratto di fronte alla Chiesa, quando si tratta della recita giornaliera dell’Ufficio Divino. Forse per aver trascurato talune di queste prescrizioni alcuni membri del clero si sono visti a poco a poco vittime della instabililtà esteriore, dell’impoverimento interiore ed esposti un giorno senza difesa alle tentazioni della vita. Al contrario, ” lavorando incessantemente per il bene delle anime, Maria Vianney non trascurava la sua. Santificava se stesso per essere capace di santificare gli altri “.

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Pio XI, lettera enciclica «Ad Catholici Sacerdotii», 20-12-1935.

Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 229 letture | Parole chiave: , , , , , ,

Il sacerdote, secondo la magnifica definizione che ne dà lo stesso San Paolo, è bensì un uomo “preso di mezzo agli uomini”, ma “costituito a vantaggio degli uomini per i loro rapporti con Dio” (Eb 5,1): il suo ufficio non ha per oggetto le cose umane e transitorie, per quanto sembrino alte e pregevoli, ma le cose divine ed eterne; cose, che possono essere per ignoranza derise e disprezzate, che possono anche venire osteggiate con malizia e furore diabolico, come una triste esperienza lo ha spesso provato e la prova pur oggi, ma che stanno sempre al primo posto nelle aspirazioni individuali e sociali dell’umanità, la quale sente irresistibilmente di essere fatta per Iddio e di non potersi riposare se non in Lui.

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Conc. Ecum. Vaticano II, decreto «Presbyterorum ordinis», 7-12-1965.

Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 339 letture | Parole chiave: , , , ,

I presbiteri, in virtù della sacra ordinazione e della missione che ricevono dai vescovi, sono promossi al servizio di Cristo maestro, sacerdote e re; essi partecipano al suo ministero, per il quale la Chiesa qui in terra è incessantemente edificata in popolo di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Questo sacro Sinodo, dunque, affinché il ministero dei presbiteri, nelle attuali circostanze pastorali e umane, spesso radicalmente nuove, possa trovare sostegno più valido, e affinché si provveda più adeguatamente alla loro vita, dichiara e stabilisce quanto segue.

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