Articoli a cui è stato apposto il tag ‘preghiera’

Dom Emmanuel Andrè, «Sacerdozio e ministero», libro I: “Natura del Ministero ecclesiastico”.

Pagina inserita il 7 settembre 2009 | 320 letture | Parole chiave: , , , ,

Senza anticipare vediamo ciò che era il ministero in mano agli Apostoli. Ce lo dice San Pietro in una sola parola: «Noi invece ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola» (At. 6,4).
Si ha oggi questo concetto e del ministero e dell’ordine che bisogna seguire per compierli bene? Ne dubitiamo assai: perché, se non erriamo, ci sembra che oggi il grande affaccendarsi sia l’amministrazione dei sacramenti e poi la predicazione; mentre la preghiera è considerata come un’opera personale del sacerdote, anziché come l’opera principale del ministero. Un autentico rovesciamento dell’ordine stabilito da Dio.

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Giovanni Paolo II, esortazione apostolica «Pastores dabo Vobis», 24-3-1992.

Pagina inserita il 24 marzo 1992 | 358 letture | Parole chiave: , , , , , , , , ,

« Vi darò Pastori secondo il mio cuore ».
Con queste parole del profeta Geremia Dio promette al suo popolo di non lasciarlo mai privo di pastori che lo radunino e lo guidino: « Costituirò sopra di esse (ossia sulle mie pecore) pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi ».
La Chiesa, popolo di Dio, sperimenta sempre la realizzazione di questo annuncio profetico e nella gioia continua a rendere grazie al Signore. Essa sa che Gesù Cristo stesso è il compimento vivo, supremo e definitivo della promessa di Dio: « Io sono il buon pastore ».

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B. Giovanni XXIII, lettera enciclica «Sacerdotii nostri primordia», 1-8-1959.

Pagina inserita il 5 settembre 2010 | 286 letture | Parole chiave: , , , , ,

Noi vorremmo, Venerabili Fratelli, che tutti i sacerdoti delle vostre diocesi si lasciassero convincere dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, della necessità di essere uomini di preghiera e della possibilità di esserlo, qualunque sia l’aggravio talora estremo delle occupazioni del loro ministero. Ma è necessaria una fede viva, come quella che animava Giovanni Maria Vianney e gli faceva compiere meraviglie. ” Che fede! – esclamava uno dei suoi confratelli -. Vi sarebbe di che arricchire tutta una diocesi! “.
Questa fedeltà alla preghiera è del resto per il sacerdote un dovere di pietà personale, di cui la saggezza della Chiesa ha precisato parecchi punti importanti, come l’orazione mentale quotidiana, la visita al Santissimo Sacramento, il Rosario e l’esame di coscienza. Ed è anche uno stretto obbligo contratto di fronte alla Chiesa, quando si tratta della recita giornaliera dell’Ufficio Divino. Forse per aver trascurato talune di queste prescrizioni alcuni membri del clero si sono visti a poco a poco vittime della instabililtà esteriore, dell’impoverimento interiore ed esposti un giorno senza difesa alle tentazioni della vita. Al contrario, ” lavorando incessantemente per il bene delle anime, Maria Vianney non trascurava la sua. Santificava se stesso per essere capace di santificare gli altri “.

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Preghiera prima dello studio e della predicazione.

Pagina inserita il 1 settembre 2009 | 650 letture | Parole chiave: , ,

Tu che rendi eloquenti le lingue dei piccoli, rendi ricco il mio parlare e infondi sulle mie labbra la grazia delle tue benedizioni…

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